Dalla Torre di Pisa, nelle giornate limpide, si vede l’Europa. Il Como vince 3-0 a Pisa ed è clamorosamente quarto, in piena zona Champions, a pari punti e partite con Juventus e Roma. In estate ci si aspettava il salto di qualità, ma questo è un carpiato con doppio avvitamento. Una squadra forte, che ha segnato un gol a difesa schierata con Perrone, uno in contropiede e uno su rigore con Douvikas. Come dire: sappiamo fare tutto. Il Pisa, invece, non sa fare la cosa più importante: gol. In casa ha segnato una sola volta da inizio campionato e in questa Epifania gelida ha anche sbagliato un rigore con Nzola a 5 minuti dalla fine. Durosinmi, la punta appena presa per 10 milioni più bonus, è già fondamentale.
LA CHIAVE La partita si legge facilmente. Il Pisa ha giocato a carte scoperte, si è messo 5-3-2 e ha aspettato il Como: “Venite voi, che noi stiamo bene qui”. Lo ha fatto bene per un’ora ma è arrivato al momento chiave senza energie, anche perché Fabregas lo ha messo in una pentola a pressione. Ha tenuto palla – il possesso palla è stato sempre vicino al 75%! – e lo ha sfiancato. Il resto della spiegazione è nella pochezza offensiva del Pisa, a cui vorrebbe voglia di chiedere a Gilardino di rimettere la vecchia 11. Nzola, che anni dopo fa il suo stesso lavoro, è stato pessimo, non solo sul rigore.
I GOL Il primo gol è arrivato al 23’ del secondo tempo. Classica azione alla mano del Como, Moreo arriva tardi, Canestrelli esce con un passo di ritardo e Perrone calcia libero dal limite. Troppo facile per lui, troppo arrendevole Semper. Il raddoppio è del 31’, un classico contropiede con Jesus Rodriguez nel ruolo dell’assistman e Douvikas a ringraziare: semplice, per una punta come lui, calciare solo in area, con lo specchio libero. Il terzo gol, al 95’, è un rigore di Douvikas, che aveva subito fallo da Coppola.
LA PARTITA E dire che fino al 60’ la partita era stata equilibrata, con poche occasioni per il Como. Minuto 3: Jesus Rodriguez scappa a Touré in fascia e origina un rimpallo pericoloso. Minuto 31: giocata di Paz a destra, tiro mancino e parata di Semper. Minuto 35: dribbling di Kuhn con cross, troppo alto. Il Pisa ha tenuto basso il ritmo ed è stato pericoloso soprattutto con i lanci per Touré, che di testa ha fatto volentieri sponda per punte e mezze ali. Occasioni serie, due prima dell’intervallo e due a inizio ripresa. Tramoni al 20’ ha sfruttato un lancio per Nzola per avanzare e calciare col destro sul secondo palo. Fuori, non di molto. Nzola al 42’ ha gestito malissimo una ripartenza nata da una scivolata di Tramoni: non ha visto il taglio in area di Piccinini e ha calciato col sinistro, malamente fuori. Poi, a inizio secondo tempo, il solito Tramoni ha creato due palle-gol per Piccinini, che ha calciato due volte su Butez. Era facile? No. Si poteva fare meglio? Sì. Eccolo, il momento decisivo. Il Como si è preso la partita e ora ha la miglior difesa della A e un posto in Europa. Mentre Fabregas usciva, la curva del Pisa cantava “vogliamo gente che lotta”. Francamente, pare l’ultimo dei problemi.
